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Premio Campiello 2024

Il 31 maggio è stata annunciata la lista degli autori candidati al Premio Campiello 2024.
Il 21 settembre scopriremo il vincitore.

La giuria:

presieduta da Walter Veltroni e composta da Pierluigi Battista, giornalista e scrittore, Alessandro Beretta, Critico letterario, giornalista, programmer cinematografico e promotore culturale, Federico Bertoni, docente di Critica letteraria e letterature comparate all’Università di Bologna, Daniela Brogi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università per Stranieri di Siena, Silvia Calandrelli, direttore di Rai Cultura, Edoardo Camurri, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico, Chiara Fenoglio, docente di Letteratura Italiana all’Università di Torino, Daria Galateria, scrittrice, accademica e traduttrice, Lorenzo Tomasin, Docente di Filologia Romanza all’Università di Losanna, Roberto Vecchioni, cantautore, scrittore, docente universitario ed Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova.

I finalisti:

  • Di Federica Manzon con Alma (Giangiacomo Feltrinelli);
  • Di Emanuele Trevi con La casa del Mago (Ponte alla Grazie);
  • Di Vanni Santoni con Dilaga ovunque (Laterza);
  • Di Antonio Franchini con Il fuoco che ti porti dentro (Marsilio);
  • Di Michele Mari con Locus Desperatus (Giulio Einaudi editore).

Durante la selezione la Giuria ha inoltre annunciato il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario. Il premio è stato assegnato a Fiammetta Palpati con “La casa delle orfane bianche” (Laurana Editore).

Il vincitore della 62 edizione del Premio Campiello sarà annunciato sabato 21 settembre al teatro la Fenice di Venezia, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi.

Walter Veltroni, Presidente della Giuria dei Letterati, ha dichiarato:
Abbiamo lavorato con solidarietà e accanimento alla ricerca del meglio possibile, e sono felice di averlo fatto con questa Giuria. L’ultima volta che sono stato in questa aula, l’Aula Magna del Bo di Padova, è stato in occasione del conferimento della laurea alla memoria di Giulia Cecchettin. Mai come quella volta abbiamo potuto apprezzare il valore delle parole. Se in quell’occasione fossero state usate parole di odio – come sarebbe potuto essere comprensibile – se non avessero solcato la via della comprensione e della valorizzazione della vita, probabilmente quella vicenda avrebbe potuto cambiare il linguaggio del tempo. Le parole sono importanti e anche noi qui oggi, con il Premio Campiello, celebriamo la bellezza delle parole. Le scegliamo, le scartiamo, ne adoriamo la bellezza; le parole sono la prova della libertà, con le quali si possono esprimere la ricchezza e il pluralismo delle opinioni e delle idee. Abbiamo cercato di usare le parole come antidoto alla cupezza di questi tempi; i fatti quotidiani spesso ci hanno aperto un ombrello grigio che solo le parole possono squarciare. La bellezza è l’antidoto. Cultura, parole e libertà, in fondo, sono la stessa cosa.

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